domenica 10 maggio 2026 - 13:18
Il mondo è entrato in un nuovo ordine dopo la guerra di Ramadan / Siamo passati dalla deterrenza alla capacità di determinare gli equilibri

L’Hojjatoleslam Hosseini Kuhsari ha affermato che il seminario religioso costituisce la linea avanzata del confronto con la tirannia globale e che gli sviluppi seguiti alla guerra di Ramadan hanno modificato profondamente gli equilibri regionali e internazionali.

Agenzia Hawzah News – Nel suo intervento a Qom durante un incontro dedicato all’analisi della «terza guerra imposta», l’Hojjatoleslam Seyyed Mofid Hosseini Kuhsari, responsabile per gli affari internazionali dei seminari della Repubblica Islamica dell’Iran, ha presentato una lettura delle trasformazioni regionali e internazionali seguite alla “guerra di Ramadan”. Il religioso ha ricordato che il conflitto ha inaugurato una nuova fase storica, segnando il passaggio del Fronte della Resistenza dalla semplice capacità di deterrenza a una funzione attiva di determinazione degli equilibri regionali e internazionali.

Hosseini Kuhsari ha evidenziato che il “Manifesto del Seminario all'avanguardia e d'eccellenza” rappresenta un progetto non soltanto nazionale, ma globale e civilizzatore, aggiungendo che la dimensione internazionale costituisce il nucleo fondamentale dell’identità dei seminari religiosi sciiti. Egli ha spiegato che il seminario non deve essere considerato esclusivamente un’istituzione educativa, bensì la linea avanzata della lotta alla tirannia globale.

Nel suo discorso ha individuato quattro processi storici che, secondo la visione del “Leader martire della Rivoluzione”, segnano il declino dell’ordine occidentale: il ritiro degli Stati Uniti dalla regione mediorientale, la fine del regime sionista, il tramonto dell’egemonia internazionale americana e il declino della civiltà occidentale; la guerra di Ramadan ha accelerato tutti questi processi.

L’Hojjatoleslam Kuhsari ha ricordato che il conflitto ha mostrato l’incapacità delle istituzioni internazionali, come l’ONU e il Consiglio di Sicurezza, di influire realmente sugli eventi. Parallelamente, ha incrinato il mito della superiorità militare israeliana e della deterrenza statunitense; in questo quadro, il Golfo Persico sta entrando in una nuova fase di equilibrio regionale meno dipendente dagli Stati Uniti.

Tra gli sviluppi principali indicati dal religioso figurano il coordinamento operativo tra i gruppi della Resistenza, il passaggio da una guerra difensiva a una guerra offensiva e ibrida — sul piano militare, economico, mediatico e cognitivo — e la diffusione globale del discorso della Resistenza come modello ispiratore.

Un aspetto centrale del suo intervento riguarda anche la dimensione ideologica e religiosa: il conflitto ha provocato una crisi nel wahhabismo, poiché ha smentito la loro menzogna secondo cui gli sciiti non sarebbero mai entrati in uno scontro diretto con Israele. Allo stesso modo, ha provocato una crisi nelle correnti evangeliche sioniste, le quali vedono il declino del regime sionista in contraddizione con le proprie aspettative religiose.

Kuhsari ha inoltre evidenziato un cambiamento significativo nei rapporti tra Iran e Pakistan, segnando una svolta strategica che ha contribuito a neutralizzare le minacce provenienti da gruppi terroristi separatisti lungo le aree di confine.

Infine, il responsabile per gli affari internazionali dei seminari della Repubblica Islamica dell’Iran ha insistito sulla necessità che i seminaristi acquisiscano una visione globale e partecipino a un progetto di costruzione di civiltà attraverso trasformazioni sul piano culturale, istituzionale e operativo, ricordando che senza un pensiero e un’azione adeguati alla nuova fase storica, non sarà possibile affrontare efficacemente le sfide e le minacce del mondo emergente.

A cura di Mostafa Milani Amin

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